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Mese: marzo 2015

Agilità emotiva

Agilità emotiva

Per Marco è il primo giorno di ferie. Ha lasciato ai suoi collaboratori indicazioni precise e sa che sono persone in gamba. Dovrebbe essere tranquillo e rilassato perché non lo cercherà nessuno. E invece non ci riesce: quello stato di allerta e attivazione costanti non lo abbandonano, gli restano appiccicate. E sarà così per buona parte della sua vacanza, come al solito.

Laboratorio-agilità emotiva-bassa
© Tiziana Romanin. Vietata la riproduzione

Cristina ha avuto una discussione furibonda col proprio project leader, su questioni di principio: ancora una volta è un dialogo tra sordi, e la questione non sembra avere una soluzione. Cristina entra nel colloquio di coaching, e il suo cochee è lì ad attenderla. Lei cerca di concentrarsi, ma quella tensione e quella rabbia non l’abbandonano. La sessione di coaching terminerà senza grandi risultati.

Luca ha appena iniziato la riunione con i colleghi. Luigi ha già fatto un intervento disfattista e provocatorio e Luca l’ha “rimesso al proprio posto” con dati oggettivi inconfutabili. Il resto del gruppo è ben disposto e vorrebbe dialogare per cercare insieme una soluzione a qualche piccola criticità del progetto. Ma Luca oramai si è messo sulla difensiva e fino alla fine della riunione non riuscirà ad abbandonare quel tono vagamente aggressivo, direttivo e intimidatorio.

Antonio è appena rientrato dal lavoro. È al settimo cielo perché è riuscito a prendere una commessa di lavoro importante e ha voglia di festeggiare. Lorenzo, il suo bambino, è affranto perché ha bisticciato col suo migliore amico. Antonio scherza, gli racconta una cosa buffa: è di buon umore e questa sera vuole lo stesso per le persone che gli stanno intorno. Lorenzo lo guarda, pazienta un po’ e alla fine sconsolato per non essere capito, se ne va in camera sua, da solo.

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